Piazza della Loggia, dopo 40 anni ergastolo agli ordinovisti veneti

Dopo più di quarant’anni da quei tragici avvenimenti la Corte d’Appello di Milano, ha inflitto l’ergastolo ai due neofascisti veneti Carlo Maria Maggi, veneziano, oggi ottantenne malato e invalido, e Maurizio Tramonte, padovano di 62 anni, giudicandoli responsabili, al termine del processo d’appello-bis ordinato dalla Cassazione, della strage di piazza della Loggia a Brescia, compiuta il 28 maggio del 1974 e costata la vita a otto persone e altre 102 rimasero ferite.

Maggi e Tramonte vengono condannati in quanto ritenuti i mandanti dell’attentato: il primo nel ruolo di ideatore, il secondo in qualità di partecipante alle riunioni organizzative che preparano la strage. Quel tragico 28 maggio, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere nella centralissima piazza bresciana, mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista.

Maggi, ex medico di base tuttora residente alla Giudecca e, all’epoca, leader indiscusso della formazione neofascista Ordine Nuovo, fu il «regista» dell’attentato, mentre Tramonte, informatore dei servizi segreti militari con il nome in codice di «fonte Tritone»,avrebbe tentato di spacciarsi come infiltrato nell’organizzazione neofascista, ma in realtà ne era a tutti gli effetti un affiliato.

Maggi è stato implicato in tutti i processi sulle principali «trame nere» d’Italia: assolto sia per la bomba alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana (1969), sia per la strage del 1973 alla Questura di Milano. Per l’attentato di piazza della Loggia, ancora assolto in primo e secondo grado, prima che la Cassazione ordinasse, soltanto per lui e per Tramonte, un secondo processo d’appello.

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Fonte: Corriere.it

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